LE SPIAGGE

LA SCIUMARA

La Sciumara

La spiaggia si trova nella periferia ovest di Palau.
L'arenile si presenta con un fondo di sabbia piuttosto grossa, di color crema, con un fondale sabbioso, poco profondo.
Facilmente raggiungibile e visibile percorrendo la circonvallazione di Palau.
La spiaggia è attrezzata ed è esposta al nord.

PORTO LISCIA (La Sciumara del Liscia) - ISOLA DEI GABBIANI

Porto Liscia (La Sciumara del Liscia) - Isola dei Gabbiani

La spiaggia del Liscia, con i suoi otto chilometri di lunghezza e una superficie di circa 87 ettari, costituisce la più grande distesa sabbiosa del litorale nord-orientale. Appartiene ai comuni di Santa Teresa Gallura e Palau, il cui confine coincide con la foce stessa. La sabbia dorata a grana grossa di natura granitica offre fondali sabbiosi e poco profondi.
Percorrendo la SS 133 bis Palau - Santa Teresa Gallura si trova l'indicazione per Porto Pollo (Porto Puddu). Dopo 3 km circa si arriva in questa famosa località. La spiaggia è esposta al nord e nord-ovest ed è attrezzata.

PORTO PUDDU (Porto Pollo) - ISOLA DEI GABBIANI

Porto Puddu (Porto Pollo) - Isola dei Gabbiani

Località famosa per essere patria dei surfisti, con le sue due spiagge, che si aprono a ventaglio dalla penisola (detta Isola dei Gabbiani), è circondata da dune i cui rilievi, che superano i 23 metri di quota, cadono direttamente sul mare con ripide pareti verticali. Si raggiunge percorrendo la SS 133 bis Palau – Santa Teresa Gallura e seguendo l'indicazione per Porto Pollo (Porto Puddu).
Spiaggia di sabbia media, esposta al nord-est ed è attrezzata.

SITI ARCHEOLOGICI

AREA SACRA S'AJACCIU

Area sacra S'Ajacciu

La tomba dei giganti S'Ajacciu è una delle più grandi della Sardegna, ma si trova purtroppo in stato di conservazione assai precario, aumentato dal fatto che buona parte dei resti sono invasi dalla fitta vegetazione. Il complesso comprende una tomba di giganti, un circolo megalitico con due menhir, ed un edificio rettangolare.
Scavata negli anni sessanta da Editta Castaldi, la tomba è orientata ad Est. La sepoltura appartiene alla tipologia delle sepolture a filari con concio "a dentelli".
Il monumento conserva ancora in parte le ali dell'esedra, mentre quasi niente rimane della camera, già demolita in età bizantina - per costruire un edificio a pianta rettangolare nelle vicinanze - e smantella in anni recenti da mezzi meccanici. La presenza, nell'area dell'emiciclo, di due pozzetti votivi scavati nella roccia, ed il rinvenimento all'interno di essi di numerosi frammenti ceramici, attestano la funzione sacra di questa parte del monumento.
La sepoltura è databile al 1400-900 a.C.
Presso la tomba sono presenti un menhir e un circolo megalitico, che testimoniano la frequentazione del sito in una fase precedente. Il circolo, conservato per metà del suo sviluppo è costruito con lastre di granito conficcate a coltello e disposte su due allineamenti paralleli e curvilinei. Due menhir giacciono ad est del circolo.
Poco a nord-est dell'esedra della tomba, si trovano i resti di un edificio di pianta rettangolare con paramento a doppio filare di lastre ortostatiche; sull'angolo della costruzione è stata edificata una struttura anch'essa rettangolare realizzata con pietre dal profilo esterno ben lavorato.

Altre Informazioni

Come arrivare:
Uscire da Palau e prendere la SS 133 in direzione di Santa Teresa Gallura. Percorsi pochi chilometri si arriva ad un ristorante in corrispondenza del quale si svolta a sinistra in una stradina asfaltata. Al primo bivio svoltare a destra, seguendo le indicazioni per la chiesa di San Giorgio. Proseguire su questa strada superando il cancello del terreno entro cui si trova la chiesetta, una casa successiva e un paio di curve (la prima a destra, la seconda a sinistra) dopo le quali si incontra sulla destra un muretto a secco con una scaletta di legno, superata la quale si arriva così alla tomba di giganti.

Contesto ambientale:
L'area archeologica è situata in località "Stazzo S'Ajacciu", su un breve terrazzo granitico, nel pendio orientale di una collina prospiciente il corso del fiume Liscia, nella Gallura costiera.

TOMBA DEI GIGANTI "LI MIZZANI"

Tomba dei giganti Li Mizzani

La tomba, di piccole dimensioni, è costruita con tecnica a filari.
Il corpo tombale, rivolto ad Est contiene un corridoio funebre rettangolare chiuso sul fondo da un'unica lastra di testata sagomata ad arco. L'esedra si conserva solo in parte: l'emiciclo è delimitato da lastre ortostatiche di dimensioni ridotte, alla base delle quali si sviluppa un basso bancone-sedile, anch'esso incompleto, destinato ad accogliere le offerte.
Il paramento murario posteriore dell'esedra si raccorda senza soluzione di continuità col corpo tombale.
Al centro dell'esedra si trova la stele monolitica, di dimensioni ridotte rispetto agli esempi documentati in altre tombe galluresi e priva dello spartito centinato.
Il monolito poggia, privo di fondazioni, da un lato su una pietra piatta e dall'altro direttamente sul terreno.
Il portello d'ingresso, semicircolare, presenta un elemento insolito, dovuto probabilmente ad un errore dei costruttori: l'accurata smussatura del profilo perimetrale della faccia interna; tale lavorazione è invece di norma riservata alla faccia esterna.
I materiali frammentari che provennero dal lato destro dell'esedra (tegami, olle, vasi con cordoni plastici applicati, tazze carenate) risalgono al Bronzo recente.

Altre Informazioni

Come arrivare:
Tomba dei giganti "Li Mizzani" Come arrivare. Da Palau prendere la S.S. 133 in direzione Santa Teresa di Gallura. Giunti all'altezza di un ristorante, si svolta a sinistra in una stradina asfaltata da percorrere sino ad incontrare un bivio da imboccare a sinistra. Si procede per circa km 4,5 sino a raggiungere uno spiazzo dove si gira a destra seguendo le indicazioni per la tomba. Si lascia l'auto poco più avanti in uno spiazzo e si prosegue a piedi oltrepassando un cancello di legno. La tomba si trova a pochi metri dal cancello a sinistra del sentiero, all'interno di un recinto di pali di legno.

Contesto ambientale:
Il monumento sorge su un breve pianoro dominato dalle alture del Monte Canu, a pochi km dal mare, nella Gallura settentrionale.

LE FORTIFICAZIONI

Monte Altura

Alla fine del 1800 la costa del nord-Sardegna prospiciente l'Arcipelago di La Maddalena è occupata da una serie di strutture militari fortificate che, insieme a quelle dislocate sulle isole, dovevano risultare determinanti sia in funzione anti-francese, sia nel più vasto scacchiere del mediterraneo occidentale.
Negli anni conosciuti come quelli delle Grandi Fortificazioni, sorgono sul territorio di Palau ben tre grandi batterie militari: Monte Altura, Capo d'Orso e Baragge. La Batteria di Monte Altura, situata a nord-ovest di Palau, in posizione enormemente panoramica, è facilmente raggiungibile attraverso la strada che conduce a Porto Raphael e doveva battere lo specchio d'acqua ad ovest.
Dall'alto, la vista spazia sulle isole circostanti fino alla Corsica.
L'opera, in ottimo stato di conservazione è aperta alle visite guidate ; durante la stagione estiva ospita concerti e manifestazioni culturali. La batteria di Capo d'Orso doveva battere lo specchio d'acqua a levante sul Golfo di Arzachena e l'Isola di Caprera. È ancora di proprietà demaniale, come la batteria di Baragge, situata sull'omonima collina con la funzione di proteggere la costa da eventuali attacchi dall'interno. Dalla Batteria di Capo d'Orso e dal Belvedere di Baragge, lo sguardo si estende sugli splendidi panorami dell'arcipelago di La Maddalena e sulle colline dell'interno.

MUSEO ETNOGRAFICO

Museo Etnografico

Alla scoperta delle origini di Palau attraverso gli oggetti reperiti negli stazzi o quelli dei primi artigiani della nostra città. Gli oggetti esposti in due ampi saloni, per una migliore fruibilità, sono stati suddivisi in sezioni tematiche: ambiente domestico, vitivinicoltura, agricoltura, allevamento, mezzi di trasporto, mestieri.
Nel primo salone sono esposti gli oggetti relativi all'ambiente domestico: alcuni elementi di arredo quali scaffali (balastragghju), credenze, panche, tavoli e sedie; vari utensili di cucina tra i quali quelli utilizzati per la panificazione (siazzi, siazzatogghj, culiri) e la caseificazione (scudeddhi, fulculi e bulia).
Da segnalare in particolare una conocchia di legno intarsiata (la rucca di la sposa), che veniva utilizzata per la tradizionale corsa alla rocca durante i matrimoni, alcune antiche scodelle in terracotta (dischi), la tasca sottogonna (busciaccara) in cui le donne riponevano piccoli oggetti, due talismani di stoffa (punghi) e un porta tabacco in osso (tabacchera).
Nel secondo salone più ampio si trovano in successione, uno spazio dedicato alla vitivinicoltura con botte e barili (cupa, carrateddhi e mizini) di diverse dimensioni e accanto alla più recente pigiatrice a rullo, il calpestatoio di legno (calcicatogghju) e due torchi (suppressi).
Quindi, per la sezione agricoltura si possono segnalare accanto a tradizionali strumenti e più recenti macchine agricole, due aratri di legno (arati). Nel settore allevamento: campanacci (schiddhi, brunzi e tintinni), marchi a fuoco (malchi patronali), pastoie (trai e ultana) e la treggia (tragghjola), rudimentale slitta per il trasporto dei sassi.
Passando alla sezione successiva, dedicata ai mezzi di trasporto, spicca accanto al carro a buoi (carrulu a boi) il tombarello (tumbarella) per il trasporto di sabbia, ghiaia e sassi. Si possono segnalare ancora alcuni finimenti per cavalli e asini, in particolare una sella di cuoio (seddha) e una in stoffa imbottita utilizzata dalle donne (striglioni). Infine sono presenti alcuni strumenti di lavoro di tre mestieri collegati con il mondo agro-pastorale tradizionale: fabbro, falegname e calzolaio.

LA ROCCIA DELL'ORSO

La roccia dell'Orso

Capo d'Orso è un' enorme roccia granitica che il vento ha lavorato e scolpito a forma di grosso orso accovacciato sulle zampe posteriori, da cui deriva appunto il nome.
Si erge su una collina granitica e risale come tutte le rocce di questa zona, al tardo paleozoico, fra 340 e 250 milioni di anni fa.
Questa scultura naturale è nota sin dalla più remota antichità; trovandosi su un promontorio a picco sul mare alto 122 m. e quindi ben visibile anche da grandi distanze, veniva usata infatti come punto di riferimento dai primi navigatori.
Fu citata anche dal geografo e astronomo alessandrino Tolomeo che, nel II secolo d.C., parla di un grande monumento naturale granitico, eroso in modo da simulare, in lontananza, la forma tozza di un orso con il capo rivolto verso il mare.
Si ipotizza anche che Omero abbia voluto ambientare qui l'episodio dell'approdo di Ulisse nella terra dei Lestrigoni.
Noto ed apprezzato dai turisti, il gigante di pietra domina il paesaggio circostante.
La Roccia dell'Orso si raggiunge percorrendo un sentiero panoramico che inizia dalle vecchie case del Forte di Capo d'Orso e, attraverso un sentiero immerso nella vegetazione, si arriva alla cima della roccia da cui si può ammirare un panorama meraviglioso che si estende fino all' arcipelago di La Maddalena.

CHIESE CAMPESTRI

SAN GIORGIO MARTIRE

San Giorgio Martire

Dedicata a San Giorgio Martire, la chiesetta venne edificata, probabilmente da un gruppo di eremiti, nel 1675, in piena dominazione spagnola, in una zona considerata sacra già in epoche già remotissime.
Ne è testimonianza il fatto che siano presenti tracce della cultura del periodo pre-nuragico e nuragico, e delle successive civiltà romana e bizantina. Frequentatissima da pastori e contadini, la chiesa aveva anche la funzione di cimitero, come testimoniano le sepolture trovate sotto la pavimentazione.
Tutti gli anni, il giorno della Festa di S. Giorgio, che cade la prima domenica di maggio, fedeli e non si ritrovano per festeggiare pregando e mangiando.
Come si raggiunge: dall'abitato di Palau prendere la S.S.133 per Santa Teresa.
All'altezza del ristorante "Vecchia Gallura" svoltare a sinistra (strada di campagna ma asfaltata); al primo bivio svoltare a destra seguendo la segnalazione. Dopo m. 200 la strada si trasforma in sterrato.
Dopo Km. 1,100 si arriverà davanti a due cancelli: imboccare quello di destra fatto di sbarre di ferro. Percorrendo il sentiero sterrato per circa m. 250 si noterà la chiesetta.

SANT'ANTONIO DA PADOVA

Sant'Antonio da Padova

Sant'Antonio da Padova: in un terreno delle campagne di Monti Canu, donato dalla società Orizzonte, costituita e gestita prevalentemente da emigrati palaesi, negli anni '90 è stata edificata la chiesa in onore di Sant'Antonio.
È così che in un'oasi di verde e di archeologia si colloca anche l'oasi dello spirito dove, tutti gli anni a metà giugno, si svolge una festa campestre con esibizioni folkloristiche che accompagnano il pranzo offerto ai presenti.

SANTA LUCIA

Santa Lucia

Santa Lucia: è una modesta costruzione, chiaramente visibile come luogo di preghiera, eretta per decisione di una famiglia del luogo, per testimoniare la devozione a Colei che protegge uno dei beni più preziosi dell'esistenza: la vista.